I confidi di secondo livello: una funzione che ha perso centralità nel sistema delle garanzie
Nel dibattito sul credito alle PMI si continua spesso a parlare di confidi come se fossero un sistema omogeneo e ancora pienamente strutturato su più livelli.
In realtà, uno degli elementi più importanti della loro evoluzione recente è la progressiva perdita di centralità — fino quasi alla scomparsa operativa — dei confidi di secondo livello.
Si tratta di una trasformazione silenziosa, ma decisiva per comprendere come è cambiato il sistema delle garanzie in Italia.
Un modello nato per “fare sistema”
I confidi di secondo livello nascono con una funzione chiara: rafforzare il sistema dei confidi locali attraverso meccanismi di controgaranzia, riassicurazione e coordinamento.
In una fase in cui il sistema era estremamente frammentato, con centinaia di confidi territoriali, questi soggetti svolgevano un ruolo di aggregazione del rischio e di supporto patrimoniale.
Erano, di fatto, il “livello intermedio” che consentiva ai confidi più piccoli di reggere volumi di garanzie crescenti.
Il periodo di massima operatività
Tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila, i confidi di secondo livello hanno avuto una funzione importante nel sistema delle garanzie:
- sostegno alla capacità di garanzia dei confidi locali,
- creazione di fondi di controgaranzia interconsortili,
- intermediazione verso il sistema bancario,
- prima forma di coordinamento territoriale del settore.
In quella fase, il sistema delle garanzie era fortemente “a rete” e il secondo livello rappresentava un elemento funzionale essenziale.
Il cambio di paradigma: regolazione e centralizzazione
Il progressivo cambiamento normativo e di mercato — in particolare con l’evoluzione del Testo Unico Bancario e il rafforzamento dei confidi vigilati (art. 106) — ha modificato profondamente questo assetto.
A questo si è aggiunto il ruolo crescente del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, che ha progressivamente assorbito una parte delle funzioni di mitigazione del rischio prima svolte
dai livelli intermedi.
Il risultato è stato un processo di doppia centralizzazione:
- normativa: più requisiti, meno soggetti;
- funzionale: più ruolo della garanzia pubblica.
La progressiva scomparsa operativa
In questo nuovo contesto, molti confidi di secondo livello hanno perso progressivamente la loro funzione originaria.
Alcuni sono stati sciolti, altri trasformati in strumenti di rete o in fondi interconsortili, altri ancora hanno cessato l’operatività.
Oggi, più che di un livello strutturale del sistema, si può parlare di:
- esperienze residue,
- funzioni frammentate,
- strumenti riassorbiti nei confidi vigilati o nei fondi pubblici.
In altre parole, il “secondo livello” come lo si intendeva vent’anni fa non rappresenta più un pilastro operativo del sistema.
Il ruolo attuale: più funzione che soggetto
Ciò non significa che la logica del secondo livello sia scomparsa. Al contrario, alcune sue funzioni sopravvivono, ma in forme diverse:
- nei confidi vigilati più grandi, che incorporano logiche di sistema;
- nei fondi interconsortili, che mutualizzano il rischio;
- nei rapporti con la garanzia pubblica.
La differenza è che queste funzioni non sono più concentrate in soggetti dedicati, ma distribuite nel sistema.
Conclusione
I confidi di secondo livello rappresentano oggi più una fase storica dell’evoluzione del sistema delle garanzie che una componente operativa attuale.
La loro progressiva scomparsa non è stata improvvisa, ma il risultato di un processo strutturale: centralizzazione del rischio, rafforzamento della regolazione e crescente ruolo della garanzia pubblica.
Capire questa evoluzione è essenziale per leggere correttamente il sistema attuale: non più una rete a più livelli, ma un ecosistema più centralizzato, dove molte funzioni del passato sono state assorbite da attori diversi.
Che fine hanno fatto i confidi di secondo livello?
La progressiva scomparsa dei confidi di secondo livello non è avvenuta tramite una chiusura formale del modello, ma attraverso un processo di trasformazione funzionale e riassorbimento progressivo delle attività.
In altre parole, non sono “spariti” tutti allo stesso modo: si sono riconfigurati dentro altri segmenti del sistema delle garanzie.
1. Assorbimento nei confidi vigilati di maggiori dimensioni
Una prima traiettoria è stata l’integrazione delle funzioni di secondo livello all’interno dei confidi più strutturati, in particolare quelli vigilati ai sensi dell’art. 106 del Testo Unico Bancario.
In questo passaggio:
- la funzione di coordinamento tra confidi minori si riduce,
- la gestione del rischio viene internalizzata,
- il confidi “forte” diventa esso stesso nodo di sistema.
Effetto finale: il secondo livello non scompare, ma viene verticalizzato dentro pochi intermediari più grandi
2. Trasformazione in fondi interconsortili (mutualizzazione del rischio)
Una seconda traiettoria è la riconversione in strumenti collettivi di rischio, spesso indicati come fondi interconsortili.
Qui il cambiamento è più profondo:
- non esiste più un soggetto intermediario autonomo,
- resta solo un patrimonio comune tra confidi,
- la funzione diventa esclusivamente di copertura perdite.
Questi strumenti operano come “ammortizzatori” del rischio:
- riducono la volatilità delle perdite,
- stabilizzano i bilanci dei confidi aderenti,
- ma non esercitano funzioni decisionali o di intermediazione.
In questo caso il secondo livello non viene assorbito da un attore, ma si trasforma in infrastruttura finanziaria interna al sistema.
3. Sostituzione funzionale da parte della garanzia pubblica
La terza e più rilevante traiettoria è la progressiva sostituzione delle funzioni del secondo livello da parte della garanzia pubblica, in particolare del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI.
Con il rafforzamento del Fondo:
- il rischio viene sempre più trasferito a livello centrale,
- la controgaranzia pubblica sostituisce quella interconsortile,
- si riduce la necessità di livelli intermedi privati.
Questo processo ha avuto un’accelerazione significativa dopo la crisi finanziaria e ulteriormente durante la fase pandemica.
Sintesi del processo di trasformazione
Il risultato complessivo può essere letto come una triplice dinamica:
- verticalizzazione: assorbimento nei grandi confidi vigilati;
- finanziarizzazione interna: trasformazione in fondi interconsortili;
- centralizzazione pubblica: sostituzione con garanzie statali.
