Il sistema dei confidi nel 2026: tra concentrazione e trasformazione

Il sistema dei confidi italiani non è più quello di qualche anno fa: sta cambiando struttura.

Secondo il Rapporto 2026 dell’Osservatorio sui Confidi, che abbiamo presentato lo scorso 2 aprile 2026, il numero degli operatori continua a diminuire, ma il vero punto è un altro: il mercato si sta concentrando e differenziando sempre di più.
Abbiamo riassunto i principali punti del report in questo articolo.
Se vuoi scaricare i materiali e rivedere la presentazione, puoi visitare la pagina Le Pubblicazioni.

Un sistema più piccolo (ma non più semplice)

A fine 2025 i confidi attivi sono 164, di cui 30 confidi maggiori e 134 confidi minori.
Il calo è costante e guidato da fusioni, cancellazioni e uscita dal mercato dei soggetti meno strutturati, ma ridurre il numero non significa semplificare il sistema.

Al contrario, emerge una polarizzazione crescente:

  • pochi operatori con massa critica e capacità operativa;
  • molti soggetti più piccoli, sempre più eterogenei tra loro.

Il dato chiave: il mercato è nelle mani di pochi

Lo stock complessivo di garanzie si attesta a circa 7,45 miliardi di euro, in lieve calo (-2,6%).

Ma il vero dato è la distribuzione:

  • i confidi maggiori (meno del 20% del totale) detengono circa l’80% del mercato;
  • i confidi minori, pur numerosi, incidono molto meno.

Non è solo concentrazione: è asimmetria strutturale.

Due geografie, due modelli

Il sistema presenta anche una forte frattura territoriale:

  • il Mezzogiorno ospita oltre il 50% dei confidi, ma pesa molto meno in termini di volumi;
  • il Nord, con circa un terzo degli operatori, concentra quasi la metà delle garanzie.

Questo significa che convivono due modelli:

  • uno dimensionale e concentrato, dove operano i principali player;
  • uno diffuso e frammentato, con operatori di piccola scala.

Flussi in calo, ma segnali da leggere bene

Nel 2024 i confidi hanno erogato circa 2,7 miliardi di euro di nuove garanzie, in leggero calo (-2,9%).

Ma sotto la superficie:

  • i confidi maggiori riducono i volumi;
  • i confidi minori, nel complesso, mostrano una maggiore tenuta e in alcuni casi crescita.

Un segnale debole, ma interessante: qualcosa si sta muovendo negli equilibri interni al sistema.

Il punto vero: non è più una questione di numero

Il sistema dei confidi non sta semplicemente “dimagrendo”, piuttosto sta ridefinendo il proprio ruolo.

La traiettoria è chiara: meno operatori, più concentrazione, maggiore selettività.

La domanda non è più “quanti confidi ci saranno”, ma quali saranno ancora rilevanti per il credito alle imprese.

Questo cosa significa per le PMI?

Le imprese che normalmente si rivolgono ai confidi possono quindi dedurre, nell’immediato:

  • Non tutti i confidi sono uguali: la differenza tra operatori è sempre più marcata e la capacità operativa, le relazioni bancarie e l’impatto sul credito cambiano molto;
  • Conta la qualità dell’intermediario: scegliere il confidi giusto diventa una decisione strategica e non amministrativa;
  • Il contesto è più selettivo: un sistema più concentrato tende ad essere anche più esigente. La preparazione, i dati ed il posizionamento dell’impresa contano di più;
  • Il mercato si sta muovendo: fusioni, crescita di alcuni operatori e ridimensionamento di altri stanno ridisegnando gli equilibri e restare aggiornati non è opzionale.

E invece per i confidi?

  • La dimensione conta, ma non basta più. Non è solo una questione di scala: per restare sul mercato serve capacità operativa reale, continuità nei flussi e qualità del portafoglio;
  • Aggregarsi non è più un’opzione difensiva. Fusioni e integrazioni stanno diventando una leva strategica per restare rilevanti e non solo per sopravvivere;
  • Il rischio è la marginalizzazione. I confidi con bassa operatività o senza chiaro posizionamento stanno progressivamente uscendo dal mercato o perdendo il proprio ruolo;
  • Serve una proposta di valore chiara: il confidi non può più limitarsi alla sola garanzia, ma deve essere riconosciuto come intermediario capace di generare accesso al credito;
  • Il mercato sta già selezionando: non si tratta di una dinamica futura, perché la selezione è già in corso e accelera.

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